“Mi chiamo Lester Burnham: questo è il mio quartiere, questa è la mia strada, questa è la mia vita. Ho 42 anni e fra meno di un anno sarò morto.. narturamente io questo non lo so e in un certo senso… sono già morto..”
Inizia così “American Beauty” il film più tristemente significativo che io abbia mai visto. Venerdì sera era solo la mia terza volta.. per il CiCCiO credo che fosse forse la settantaquattresima ed ammetto che non è stato facile trattenerlo dall’anticipare ogni battuta parola per parola in inglese, con traduzione simultanea in italiano e contemporanea interpretazione mimata dei sottotitoli.
La cosa più triste di tutte è che la vita di Lester è probabilmente la realtà che molte persone più o meno inconsciamente vivono: una vita fatta di apparenza, di giornate riempite solo con tanta abitudine e svuotate dal piacere di vivere.. pringionieri di una vita che non dà soddisfazioni e che tarpa le ali con la paura e l’insicurezza di un futuro ignoto.
Ci si sente protetti da un presente mediocre e ci si lega a “roba” che diventa “più importante che vivere” perdendo completamente il contatto con la realtà e con le cose piccole e banali che invece danno un vero significato alla vita: la cosa più grave è che tutto questo travolge in un vortice dal quale è davvero difficile uscire.
Credo che a tutti siano capitati momenti in cui ci sente svuotati e insicuri, momenti in cui crediamo di riempire con l’apparenza quello che abbiamo perso o non abbiamo mai avuto: è normale ed anche quello serve per rendersi conto che non sono queste le cose che davvero ci rendono felici.. L’importante è capire che “Non è mai troppo tardi per tornare indietro..” e riprendere il contatto con la vita vera che abbiamo conosciuto quando da bambini ci stupivamo di tutto quello che ci circondava e giocavamo a fare i disegni sui finestrini appannati dell’auto.
Per chi ancora non ha potuto apprezzare questo capolavoro non svelerò il finale ma non posso trattenermi dal riportare le parole di Lester:
“Ho sempre saputo che ti passa davanti agli occhi tutta la vita nell’istante prima di morire.. prima di tutto quell’istante non è affatto un’istante.. si allunga per sempre come un’oceano di tempo. Per me fu lo starmene sdraiato al campeggio dei boy scout a guardare le stelle cadenti.. le foglie gialle degli aceri che fiancheggiavano la nostra strada.. le mani di mia nonna e come la sua pelle sembrava di carta.. e la prima volta che da mia cugino Tony vidi la sua nuovissima Firebird. Potrei essere piuttosto incazzato per quello che mi è successo ma è difficile restare arrabbiati quando c’è tanta bellezza nel mondo.. a volte è come se la vedessi tutta insieme ed è troppa.. il cuore mi si riempie come un palloncino che sta per scoppiare e poi mi ricordo di rilassarmi e smetto di cercare di tenermela stretta.. e dopo scorre attraverso me come pioggia e io non posso provare altro che gratitudine per ogni singolo momento della mia stupida piccola vita. Non avete la minima idea di cosa sto parlando ne sono sicuro.. ma non preoccupatevi.. un giorno l’avrete.”
L’importante è fare in modo che quel giorno arrivi il più velocemente possibile.
by Martis
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