Domani è il mio ultimo giorno di lavoro.
5 MESI E MEZZO A CASA.
La prima cosa che mi viene da dire dopo aver lavorato ininterrottamente fino al 14 agosto con una panza tanta è “CHE FIGATA”! Se però ci penso su un attimo ammetto che fa un po’ paura.
In questi 5 MESI E MEZZO A CASA la mia vita viene presa e ribaltata con un quadruplice salto mortale.
Niente lavoro, casa nuova, un pargoletto che dovrò imparare a crescere, nuovi orari, nuove abitudini, nuove necessità, nuovi “doveri”, nuove splendide sensazioni, nuove emozioni. In due parole NUOVA VITA.
Poi tutti parlano di questa terrificante crisi depressiva post-partum: sarà mica legata ad una normale reazione a tutte questi “piccoli ed ininfluenti cambiamenti”? Volete dargli un nome? Chiamatela un po’ come vi pare, ma gente mia non potete pretendere che la donna ne esca inalterata come se avesse bevuto un bicchiere d’acqua!
Una delle cose che mi spaventano di questi 5 MESI E MEZZO A CASA è il dopo: dover ricominciare a lavorare.
La mia scala di valori da almeno un paio di annetti ha subito un notevole stravolgimento.
Quando ho iniziato a lavorare ero super stra gasatissima e volevo diventare la Bill Gates italiana facendo carriera e soldi a palate. Un paio di anni fa ho iniziato a pentirmi di non aver scelto la carriera universitaria per essere vicino a casa e fare orari umani (che non vuol dire solo uscire alle 6 dall’ufficio a Milano). Otto mesi fa ho iniziato a fare quello che dovevo fare e poi a tagliare la corda più veloce che potevo.
Dopo 5 MESI E MEZZO A CASA con il mio pargoletto cosa potrà convincermi che è bello andare OGNI GIORNO a Milano, farmi il viaggio, passare ore e ore in un ufficio a battere tasti e a fingere che tutto ti interessa tantissimo, a passare ore e ore in riunione con clienti il cui problema più grande è il colore di una pagina web?
Se qualcuno mi sa dare delle risposte sensate si faccia avanti.
by Martis
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